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Nella settimana passata due argomenti, tra gli altri, hanno catturato la mia attenzione.
Il primo, altisonante, riguarda la fusione tra due banche del nord, Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, che permetterà la nascita del terzo polo bancario in Italia.
In un primo momento la Bce ha stoppato l’operazione, imponendo un aumento di capitale per adeguare il rapporto con i crediti, come da parametri delle banche sistemiche europee.
Ora sembra che tutto sia pronto per la nuova banca.
Si tratta di un accordo importante per il sistema italiano, perché apre la strada a tutti gli altri accordi o fusioni.
Fusioni necessarie a realizzare un sistema più dimensionato e solido rispetto alle sfide che la nuova legge di risoluzione delle banche (BRRD) impone.
La domanda che mi pongo è: i clienti trarranno vantaggio dalla fusione? Speriamo.

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Il secondo argomento, passato un po’ sottotono, riguarda la lettera con la quale la Ue ha dato il suo assenso condizionato al salvataggio delle quattro banche italiane a novembre. Nella lettera la Ue impone la data di scadenza, 30 aprile, entro la quale le nuove banche devono essere vendute, pena la cessazione di ogni attività, tranne il recupero crediti.

Spero proprio che si trovi una soluzione alternativa per evitare un disastro ben maggiore di quello avvenuto a novembre 2015.

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